postato da Ξ lemar il Ξ
lunedì, 29 agosto 2005
alle ore Ξ
17:18
 Vi lascio la ricetta dell'unica predibatezza fatta fuori in questi giorni che non abbia il copyright di qualche mia ava gelosa o non necessiti di più di 12 ore di preparazione.... E poi è facilissima, veloce e leggera!! (chè pare che 'sta cosa tiri tantissimo, ultimamente ;-))
Allora.... Passate al setaccio 500 gr. di ricotta di mucca (potete utilizzare anche un passaverdure, o saltare questa fase se la ricotta è molto cremosa... naturalmene, in mancanza di meglio, la classica forchetta fa sempre il suo dovere), unite 150 gr. di zucchero a velo (variante mia, chè i miei parenti viziosi detestano sentire lo zucchero sotto i denti; pr ottenerlo, basta frullare lo stesso quantitativo di zucchero semolato), 50 gr. cacao amaro, una tazzina di caffè anch'esso amaro, mescolate con molta attenzione, con una frusta a mano o elettrica, finchè il composto non è perfettamente amalgamato (non voglio vedere grumi, guardate che vi controllo!!), tenete in frigo almeno un paio d'ore e.... È PRONTO!!!
Visto che non ci voleva nulla? ;-)
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postato da Ξ lemar il Ξ
domenica, 28 agosto 2005
alle ore Ξ
17:46
Parenti in giro per casa, una settimana di pasti pantagruelici (che sconterò terribilmente, ma per ora non ho voglia di pensarci) che hanno raggiunto l'acme negli ultimi due giorni, in cui io e le due cuoche migliori che conosco, madre e zia, a cui cerco da quando sono nata di succhiare il segreto della buona cucina, abbiamo deciso di distruggere l'apparato digerente di una decina di persone.... E poi sono due giorni che vivo un'esperienza mistica, due giorni che mangio un pezzo di tradizione e di cuore: perchè la parmigiana di melanzane fritta due volte, imbottita di salame e mozzarella di Battipaglia e ricoperta col sugo del ragù (quello napoletano, quello di Sabato, domenica e lunedì, non la bolognese, che è un'altra cosa), la cui ricetta segreta si tramanda a voce secondo una discendenza matrilineare, è il simbolo e l'immagine più viva che ho di mia nonna Titta e dell'altra mia città, quella Napoli in cui sono nata e a cui devo la mia allegra malinconia, di cui lei rappresentava la custode, perchè ne sapeva risvegliare il profumo....
Ed è incredibile come niente quanto un sapore sappia suscitare emozioni e ricordi, e mi rivedo bambina nella sua casa di Materdei, a saltare sul letto con la mia cuginetta in una stanza buia illuminata solo dalle candele delle immagini sacre, a raccontarci storie... e rubare salame e capocollo, il giorno di Pasquetta, corrompendo con un bacio il mio papà per non farmi denunciare... e l'uncinetto, il movimento assiduo e veloce della mano (che per quanto ora ne conosca il segreto, e sia una discreta esecutrice, continua ad affascinarmi), la lunga e morbida coperta, unico pezzo di un corredo che non userò mai, e che ogni tanto vado a spiare per accarezzarne la morbidezza... il caffè, il lungo corridoio da attraversare in bicicletta, le passeggiate fino al mercato, la via crucis con le candele protette dal vento con strani bicchieri di plastica, che bruciavano con una puzza spaventosa.... così silenziosa mia nonna, e dolce, vista troppo poco per riuscire a comprenderla davvero, colpita dai sogni un po' deliranti dell'arteriosclerosi quando avevo l'età per poterla scoprire.... ma lei è viva, nel sapore delle melanzane, e nel suo cavallo di battaglia, le polpette, che solo da quando lei è morta mamma è riuscita a fare uguali, come se il suo spirito fosse rimasto imprigionato nel loro segreto...
Sarò sciocca, sarò blasfema, ma pochi organi sono più vicini al cuore di quanto non lo sia lo stomaco (e il mio modo di nutrirmi è uno spettro abbastanza fedele dello stato del mio muscolo più antipatico), e sono certa che lei è felice di essere ricordata così, con una bella indigestione! ;-))
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domenica, 24 luglio 2005
alle ore Ξ
14:31
MOUSSE AL CIOCCOLATORieccomi al blog dopo un po' di assenza, sia per il lavoro sulla chiesa, più volte profanata tanto da temere l'avvento di un fulmine ad incenerirci tutti (e siamo anche stati rimproverati dal screstano che ci ha ricordato, mentre legavamo fili tra tabernacolo ed altare, di essere in presenza dell'Altissimo... ma se ci fosse, questo Altissimo, non starebbe dappertutto? anche in camera mia? anche nel bagno?), sia perchè in questi giorni non mi sento molto in forma, e ho paura che il mio corpo stia per arrendersi... lascio che la corrente passi sopra di me, ed invece avevo promesso i farcela, ma le forze mi stanno abbandonando...
Vabbè, per tornare alle cose serie, posto la ricetta del regalo che mi sono fatta per l'avvenuta fine del plastico (ma la mia famiglia ne ha goduto molto più di me, visto che io ne ho mangiata pochissima...), perchè era una promessa.... ma adesso voglio una dichiarazione controfirmata da tuo fratello che l'hai fatta, ok? Della tua dolce mami non mi fido, è troppo di parte!
Insomma, cominciamo... Prendete 4 uova tenute a temperatura ambiente (è un trucco per montare gli albumi alla perfezione, soprattutto se non avete una frusta elettrica, vi assicuro che aiuta molto), separate i tuorli dagli albumi, e montate i primi con 100 gr. di zucchero (stavolta ho tritato lo zucchero nel frullatore per averlo al velo, e si è amalgamato molto meglio con gli altri ingredienti), fino ad ottenere un composto gonfio e spumoso (quanto mi piace il vocabolario dei ricettari della nonna!). A parte tritare 200 gr. di cioccolato fondente e scioglietelo a bagnomaria, o comunque a fuoco molto basso per evitare che bruci; otterrete una crema fluida e morbida e, cercando di vincere la tentazione di infilarci detro la testa e mangiarvela tutta, sennò abbiamo finito la ricetta, lasciatela raffreddare sempre mescolando ed aggiungendo 2 tazzine di caffè amaro (il caffè non è indispensabile, a volte me lo hanno proibito, ma secondo me gli dà qualcosa in più). A questo punto unite allo zabaione di uova e zucchero il cioccolato con il caffè, amalgamando bene, e gli albumi montati a neve fermissima, mescolandoli con movimenti della frusta dal basso verso l'alto, un po' come se giocaste alla corda... mi raccomando, questa fase è importante, altrimenti gli albumi si sgonfiano e addio mousse, al massimo potete chiamarla succo di cioccolato.... Infine montate 250 ml di panna fresca ed unitela lentamente, con la stessa tecnica usata per gli albumi; quindi tenete in frigo per almeno 5 ore e poi... bhe, leccatevi i baffi! ;-)
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martedì, 05 luglio 2005
alle ore Ξ
14:37
RISOTTO AI POMODORINI
Oggi, a pranzo, mi sono preparata una cosa che non cucinavo da tantissimo tempo. Lo so, è una sciocchezza, ma io ed il cibo non andiamo granchè d'accordo, ormai da un bel po', e per me è stata una soddisfazioe: e siccome è un piatto facile e fresco, ho pensato di lasciarvi la ricetta!
Non vi metto dosi, perchè potete farlo per quante personoe volete, ovviamente; comunque io calcolo 80 grammi di riso e un cucchiaio d'olio a testa, per il resto fate voi: tritate finemente uno scalogno (che è un ortaggio stranissimo, il bulbo di una cipolla rossa con la forma di uno spicchio d'aglio, dal sapore lievemente acidulo; potete benissimo sostiuirlo con un po' di cipolla e aglio mischiati, io oggi ho fatto così), e lasciatelo appassire a fuoco lento in una pentola con l'olio, finchè non si è ammorbidito ed è diventato trasparente, quindi alzate la fiamma, versate il riso e fatelo sfrigolare un minuto, unendo un sorso di vino bianco (il vino con i pomodorini? non so se è una buona idea, ma io lo metto quasi dovunque, mi piace vederlo sfumare e respirarne il profumo); quando l'alcool è totalmente evaporato, unite il sale e continuate a cuocere il riso aggiungendo lentamente brodo vegetale, un mestolo per volta fino a che il precedente non è assorbito (ehi avete capito? nessuna di quelle schifezze chimiche in polvere, ma brodo VEGETALE, buttate un po' di odori in una pentola e lasciate bollire una mezz'oretta... il brodo di carne è decisamente troppo forte, mentre il brodo di pesce potrebbe essere una buona idea, ma a questo punto io unirei al riso qualche seppiolina tagliata a filetti e una spolverata di prezzemolo... wow, che idea, la prossima volta provo così!) e mescolandolo in continuazione; un paio di minuti prima di togliere dal fuoco, completate con una manciata di pomodorini freschi tagliati a dadini e basilico spezzettato (non è un consiglio che valga sempre, ovviamente, ma, in generale, la cura che si mette nel preparare gli ingredienti, affettarli finemente e dosarli con attenzione, rappresenta una buona percentuale del successo di un piatto; il basilico, poi, è megli romperlo con le mani, perchè è taltmenta delicato che rischiate di perderne tutti i succhi).
Per finire, una noce di burro ed è pronto per essere servito.
Io mi sono leccata i baffi, perciò: BUON APPETITO!
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