Di là, dopo sei giorni e sette notti, l'uomo arriva a Zobeide...
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postato da Ξ lemar il Ξ giovedì, 01 settembre 2005
alle ore Ξ 10:31


Stavolta vi lascio un lavoro non mio (sperando che riusciate a scaricarlo... grazie xinit! ;-)), fatto da un grafico in un momento di nervosismo perchè... non lo so perchè, in realtà, ma forse credendo che, in un megaesame di gruppo con persone di varie facoltà, fosse utile fare il punto su cosa significhi un "Progetto". E sul fatto che la creatività, l'atto stesso di inventare qualcosa che prima non c'era, non sia un puro frutto della fantasia, non derivi dal gesto libero ed in qualche modo insensato dell'artista romantico, ma sia il risultato di un processo di analisi in cui ogni elemento del problema da affrontare (dal costruire una casa a realizzare un mobile a disegnare un logo) viene sviscerato per coglierne ciascun aspetto, positivo e negativo, ciascun limite e punto di forza, per poi ricomporlo in una sintesi superiore... E questo lavoro certosino non sminuisce certoil valore o il pregio artistico dell'opera, o l'estrema difficoltà del'impresa, perchè se è da tutti inventare una forma più o meno gradevole, richiede enorme curiosità, e sensibilità, e passione, trovare quella GIUSTA, quella che ha in sè il seme di tutte le soluzioni, pratiche, estetiche, psicologiche.... Ed il talento, la fantasia, per buona parte innati, si coltivano, ed accrescono, con l'esperienza: ci stupiamo dell'immaginazione dei bambini, che hanno la mente così aperta da non vergognarsi di creare associazioni tra pensieri e cose, anche assurdi, ma quanti più legami si possono creare con un'esperienza accresciuta? Quante più cose si sanno, di ogni genere, tante più domande ci si pongono, quante più ipotesi si possono formulare, si possono cogliere stimoli...
 
E tutte queste intuizioni, così apparentemente banali eppure nient'affatto scontate, le ha formulate in maniera molto più saggia, ed organica, uno dei più grandi designer italiani, Bruno Munari (scomparso, Saretta, anche se io ne parlo come di una persona viva ;-)), che nel suo libro "Da cosa nasce cosa", ti prende per mano, con simpatica ironia (ed anche una buona dose di indulgenza, come un maestro con degli alunni un po' tonti), ed una grande chiarezza, per condurti sulla soglia di quell'abisso sconvolgente che è la Progettazione, affidandoti il suo metodo pratico, ma molto efficace, per dimostrare come questa giungla, per essere affrontata (e questo vale per tutti i casi della vita, perchè ogni azione volta ad un obiettivo è un progetto), non necessiti di un'ispirazione sventata ed irrazionale, ma di intelligenza, curiosità ed amore.
 
Ciò detto, eccovi un riassunto-rielaborazione del metodo, che non so se sia servito ai suoi diretti destinatari (a cui l'esame è andato benissimo, quindi probabilmente si), ma è servito a me, in un momento in cui il problema del talento, e della giustezza o meno delle mie scelte tornava a farsi sentire, e una voce come questa era proprio quello di cui avevo bisogno.
 
Se avete problemi a visualizzare la presentazione, o a scaricarla, fatemi sapere!

Speriamo che questo link funzioni....

"Il mondo moderno è convinto che la massima libertà possibile sia uguale alla massima creatività possibile. Io sono assolutamente convinto del contrario. La massima creatività possibile viaggia entro le regole più rigide possibili. Tu non devi fvivere in una situazione che ti aiuta a tirare fuori tutto il possibile di quello che hai dentro. Tu devi vivere una situazione che ti obbliga a tirare fuori solo quello che assolutamente deve venire fuori."
(GIOVANNI LINDO FERRETTI)


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