postato da Ξ lemar il Ξ
giovedì, 05 giugno 2008
alle ore Ξ
08:17
Adolescenziale senso di inadeguatezza verso il mondo, più fastidioso che doloroso. Urticante, direi. Bloccare un momento il gesto guardandosi dall'esterno, e vedersi cosi scioccamente infantile. Bisognerebbe evitare le situazioni che non si sanno gestire. Più adulto sarebbe imparare a gestire le situazioni che non si possono evitare, ma la maturità non è qualcosa che abbondi da queste parti negli ultimi tempi. Ho smesso cosi tanto tempo fa di vergognarmi di quello che amo, e molto più lentamente di quello che sono, che ritrovarmi adesso impantanata nelle conversazioni sbagliate con i tempi sbagliati è un colpo basso per la giocatrice di scacchi che pensavo di essere. Non saper più distinguere l'ironia dalla noncuranza o dalla presunzione è chiaro sintomo di perdita delle proporzioni, e genera rancorose rabbie trattenute, o smorza gli entusiasmi in balbettii indistinti. Peggio di un logorroico appassionato c'è solo un logorroico insicuro, che la minima contraddizione fa sgonfiare come un palloncino trasformando un pensiero complesso in una sciocca banalità. Ed è innaturale questa maniera di affrontare le cose, in bilico tra eccessivo trasporto, al limite dell'isteria, e completa negazione.... si porta dietro il faticoso strascico di sentirsi fuori da sè, di riconoscere le mosse stupide solo dopo averle compiute, e di non saper tornare indietro se non peggiorando le cose.
Ovvio che le situazioni contingenti abbiano un gran peso, ed il brutto delle emozioni, soprattutto quelle senza sbocchi, è proprio di trasformarti in qualcosa di diverso, di solito di peggiore; ma sono stanca di questo senso di irrealtà, della fastidiosa consapevolezza di vedermi sbagliata, quando non c'è nulla in me che sia sbagliato.
Vorrei spegnermi, per un po'. Ancor più di quanto non stia già facendo, riducendo i rapporti umani al minimo indispensabile, che è sempre troppo. Vorrei che lo studio fosse abbastanza appassionante da assorbirmi completamente, o che potessi avere il tempo di lasciarmi andare, racchiudendo il mondo tra le pagine di un libro, o nei colori di qualche posto nuovo. Vorrei tenere le parole per me, quando non possono coagularsi in reciproca comprensione. Peggio di un logorroico insicuro c'è un logorroico che ha perso fiducia nella conversazione.
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