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postato da Ξ lemar il Ξ venerdì, 30 maggio 2008
alle ore Ξ 19:43


Il sentore di esserti lasciata influenzare dal clima di terrore di questa dannata, sicurissima città ce l'avevi già: per il fastidio di passare di notte davanti alla baraccopoli abusiva sotto Tor di Valle, tirata su da povera gente che ha più da temere da te che viceversa; per le passeggiate serali a spasso con te stessa che non fai più da tanto tempo; per il subdolo e disgustoso brivido che ti pervade anche solo un secondo quando interpreti come strani movimenti o sguardi sospetti le normalissime azioni di visi scuri, accenti stranieri, gente diversa. Odiosa parola.
Sensazioni che razionalmente aborri e che non ammetteresti mai, e quando le senti viscide sotto la pelle cerchi di nasconderle il più in profondità possibile.

Però ti rendi conto davvero che la tua concezione del pericolo è diventata una follia quando un tizio gentile che ci prova in metropolitana invece di lusingarti ti mette paura.

E l'ultima cosa che si merita questa città, e che mi merito io, è avere paura.


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