Di là, dopo sei giorni e sette notti, l'uomo arriva a Zobeide...
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postato da Ξ lemar il Ξ martedì, 29 aprile 2008
alle ore Ξ 18:34


La raffinata fragilità dell'autolesionismo, la maniera discreta di torturarsi tenendolo per sè. Ridicolo eroismo da quattro soldi, elegante solo per chi sa colorarlo di inutili rimandi a precedenti illustri. Come se sentirsi parte di un insulso romanzo d'appendice rendesse le cose più facili. Che sciocchezza. Il problema di avere un cervello è che si finisce per usarlo, scegliendo le parole più ragionevoli ed i metodi più sensati per mantere la dignità, pur sapendo come non valga niente. Una sofferenza dignitosa non è meno sofferenza, dà soltanto minore soddisfazione. Mantenere il controllo è una questione di metodo, è l'unica cosa che 10 anni di anoressia e bulimia nervosa mi hanno insegnato. Dedizione e metodo. Comincio a dubitare però che il controllo possegga qualità che lo rendano a tal punto apprezzabile. Anche l'intelligenza è decisamente sopravvalutata.

Vorrei essere solo carne. Nessun complicato pensiero, nessun sogno romantico, semplicemente viva. Disperdere la vertigine nelle ossa ed il sapore metallico sotto la lingua. Vorrei che il mondo mi assaporasse cosi, leggera, a costo di farmi a pezzi e divorarmi per il solo gusto di rompermi, perchè tutto è meglio di quest'arida benevolenza.

Vorrei sentirmi il corpo, addosso.


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postato da Ξ lemar il Ξ giovedì, 24 aprile 2008
alle ore Ξ 09:26


Negli ultimi giorni gira piuttosto storto, e per quanto siano periodi, per quanto gli stati d'animo condizionino il mondo attorno a noi più di quanto non immaginiamo, me ne stanno capitando cosi tante che sentirmi Paperino rincorso dalla sfiga più nera non è un'idea troppo peregrina. Benchè anche Paperino, quello che gli succede un bel po' se lo cerchi. Però non diteglielo, vi risponderebbe male ;-))

Avete presente quando non c'è niente che si incastri a dovere, quando i tempi e i modi sono tutti sbagliati, rispondete male ai buoni e vi prostrate con chi non se lo merita? Quando le brutte notizie arrivano da tutte le parti, vi rovinano progetti e sembrano anche divertirsi? Quando il fisico se la prende dimostrandovi il suo disprezzo con acciacchi che dovrebbero appartenere ad un'altra età, lontana almeno 50 anni? Quando uomini inutili se ne vanno sbattendo una porta che manco avevano aperto, e a voi chissà perchè vengono in mente ricordi di altri che speravate (ed è il momento di farlo, decisamente) aver nascosto con cura, ed invece piombano a disturbarvi il sonno? Le vostre 12, terrificanti ore di sonno, che per una soddisfatta insonne cronica sono una sciagura e vi lasciano spossata e senza forze? Quando vi sentite sole e brutte e tristi e pallide e tirate e con la pelle opaca, ed andate in giro per casa con un vecchio maglione liso che anche Charlie Brown butterebbe via, e che è adatto al vostro mondo ed al clima meno degli scialle della nonna? E passate il tempo a mangiare schifezze che la prova costume alle porte (ma io odio i costumi!) vi farà rimanere sullo stomaco?

Bhe quando l'autocommiserazione raggiunge questi picchi, una delle possibili soluzioni è tagliarsi i capelli, truccarsi più del solito (se siete uomini... bho, fatevi la barba), scendere di casa ed andare a vedere Elio e le Storie Tese che straparlano alla Feltrinelli sull'Appia Nuova. Anche andare al concerto potrebbe essere utile, ma senz'altro più caro. Non fa niente se li conoscete poco: vi sentirete tutto il nuovo Cd che è uno spasso, li ascolterete massacrare sistematicamente chiunque osi azzardarsi a fare domande e vi godrete il tastierista (il mio preferito, spiritoso ma saggio, anche un bell'uomo ;-)) rifare i loro pezzi in struggente chiave jazz e poi attaccare un omaggio "ad un nostro collega e grande amico, Federico", che al primo ascolto si rivela quel tale che di cognome fa Chopin.
Se poi vi regalate anche un libro, e questo libro lo ha scritto il signor Nick Hornby, e questo libro è nel suo spassoso e volgarissimo inglese originale, e per andare a comparlo passate davanti alle terme di Diocleziano incredibilmente aperte, e poi ve lo andate a leggere a villa Torlonia chè avete ancora un po' di tempo prima del cinema in questa giornata tutta vostra, decisamente le cose continuano a migliorare.

Magari non incontrerete in libreria l'uomo della vostra vita che sta leggendo "La recherche du temp perdu" in francese commuovendosi contro lo scaffale (bhe, potevate almeno mettervi una minigonna!), però può darsi che, inaspettatamente, vi chiamino per offrirvi un lavoro molto meglio pagato del vostro, meno divertente ma molto più facile, che potete fare a casa nei ritagli liberi (insonnia torna qui, mi manchi!!), e voi lo accettiate con gioia decidendo di tenerli entrambi. Coincidenza?

Si, certo. Però guardare il mondo con altri occhi non cambia il mondo, ma senz'altro i tuoi occhi. Quindi ho deciso che deve andare bene, ed andrà bene. Qualcuno me lo ricordi alla prossima crisi ;-))


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postato da Ξ lemar il Ξ martedì, 22 aprile 2008
alle ore Ξ 16:49


Vita dura per gli ecologisti, col governo che cambia, le grandi opere dietro l'angolo, il nucleare che torna a far parlare di sè. Ma sono nervosa ed ho la spalla dolorante (infiammazione che va avanti da un settimana, ho desiderio di uccidere qualcuno) e non ho voglia di pessimismo. Quindi parliamo di cose positive.

Lo so che i problemi sembrano sempre immensi e le soluzioni, proporzionalmente, ridicole. E potrei farvi vedere fantasmagoriche invenzioni, incredibili sistemi di trasformazione del mondo, ma non li credereste mai realizzabili, e non ci credo neppure io. Credo invece che i piccoli passi siano doverosi, siano un inizio, e  sviluppino una coscienza civica che poi è difficile da sdradicare. Ma soprattutto, in questo mondo sporco e cattivo, creino un mercato: se la sostenibilità diventasse redditizia, se diventasse la richiesta forte di un'opinione pubblica educata, sarebbe più difficile prenderla sottogamba, o utilizzare il suffisso "eco" su qualsiasi risibile operazione che abbia un'annacquata verniciatura di verde, quasi sempre obbligatoria per legge.

Ed allora, facciamo l'esempio di una piccola cosa che piace a tutti e che verde lo è davvero, anche se magari neanche il suo inventore ci ha mai pensato: parliamo di Nutella. Lo so che immaginare la Nutella verde fa un po' senso, ma piuttosto che sul contenuto, provate a soffermarvi sul contenitore (difficile eh? non ditelo a me, da oggi sono a dieta!!! ;-)). Di solito gli imballaggi sono quella cosa che serve solo a finire nella spazzatura, e spreca per essere prodotta un'inimmaginabile quantità di energia: l'imballaggio della Nutella, invece, no. L'imballaggio della Nutella è un bicchiere. Il che vuol dire che non è stato pensato come mero supporto alla morbida, goduriosa crema spalmabile (sob, la dieta è una cosa durissima ;-)), ma ha una sua dignità, una sua vita oltre il prodotto che porta a spasso. Non diventa un rifiuto, ma un oggetto utile.

Vi pare poco? Forse si, forse il barattolo-bicchiere è solo una nota di costume, una buona trovata pubblicitaria; però provate a pensate a quanti contenitori passano per le vostre mani tutti i giorni, restandoci una decina di secondi prima di finire nell'immondizia. I 3/4 sono assolutamente inutili, come quell'insopportabile rivestimento di cartone che tiene insieme 2 yogurt; una buona parte potrebbe essere in materiale perfettamente biodegradabile, come tutti gli imballaggi; il restante essere fatto per vivere ancora. Per diventare scatola, o tappo, o portapenne, o chennesò, qualsiasi cosa venga in mente ad un bravo designer. O bicchiere, appunto. Riusare è meglio che riciclare, sempre. Riciclare richiede energia e produce quasi sempre qualità peggiore dell'originale. Riusare richiede solo fantasia.

E mi piace pensare che quella non ci manchi.


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postato da Ξ lemar il Ξ lunedì, 21 aprile 2008
alle ore Ξ 09:25


Sono passati due mesi dall'ultimo post. Come al solito mi vien voglia di riallacciare i ponti, di dare spiegazioni come se questo luogo fosse un tramite,  come se dall'altra parte qualcuno si fosse preoccupato e si domandasse che fine ho fatto. E forse è così, chissà, in fondo i rapporti umani passano per canali impensabili, e questo della pagina scritta accessibile a tutti non è neppure cosi avveniristico.

Ho fatto tante cose in questi 2 mesi, ovviamente: ho viaggiato, ho trovato lavoro, mi sono fatta male e ripresa, ho rotto cose che fuzionavano e mi sono resa conto che altre erano davvero impossibili. Ho capito qualcosa in più di me, qualcosa del mondo, qualcosa degli "uomini", che mi diverte considerare una categoria astratta quando qualcuno di loro non si comporta a dovere ;-)) ; molte cose ho dimenticato. Volevo raccontarvele ma è mancato il tempo, o l'ispirazione, o entrambi: o forse semplicemente ricordarle non valeva la pena.

Sono malinconica, chè la primavera, finora, ha portato solo acciacchi e fatica e stress e brutti pensieri, ed oggi il sole non accenna a farsi vedere; però sono fiduciosa. Ed ho di nuovo voglia di scrivere.

P.S. il titolo è alla vostra fantasia; è l'ennesimo post di ritorno a casa, le alternative ormai scarseggiano ;-))


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