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postato da Ξ lemar il Ξ domenica, 03 febbraio 2008
alle ore Ξ 21:34


Si vorrebbe avere la testa per seri post impegnati, visto che il tema ecologista sembrava interessare, e che il mondo e questo paese stanno dando di matto. Invece la testa è morbidamente sommersa in... altro. In un progetto esaltante ed avvolgente, l'idea di creare lo sfondo estatico e voluttuoso di una fantasia, io che sono cosi impacciata e nascondo la sensualità sotto montagne di inutili intellettualismi. Immaginare lo scenario in cui una donna splendida prenda forma, coaguli emozioni, sfrontatamente disponibile. Crudele.

E poi le passeggiate di fine corso, la città che si dimentica dell'inverno solo per regalarti la luce giusta, il calore giusto, un passante che canticchia Battiato a mezza voce ed un ragazzo bellissimo che a Sant'Ivo prega, in silenzio, con la testa tra le mani. Tante immagini, scorci inediti, molti non miei. L'unica cosa che amo più di girare Roma per me è vederla con gli occhi di qualcun altro. Vecchie compagnie che improvvisamente, alla luce della sera, cambiano prospettiva, colorandosi dei toni raffinati ed eleganti della possibilità. Chissà perchè non ieri, non un anno fa, non domani. Chissà perchè proprio adesso. Con la strana speranza, mai avuta prima, che possa succedere davvero, che, in qualche strana maniera, me lo meriti. L'unica cosa che mi hai insegnato è che il mio corpo si merita tutto, anche quello che non voglio dargli, anche quello che gli ho negato per troppo tempo.

Passioni che credevi sopite e che un sorriso può risvegliare, torturandoti sistematicamente, con metodo, ma anche con dolcezza. Non parlare funziona, non pensare un po' meno. Il cibo che improvvisamente, per un po' di tempo, è tornato al suo posto.. Farsi maltrattare dalla ragionevolezza può avere aspetti positivi, per quanto sia umiliante. Belle dormite, strani sogni, tanti libri, tante mostre. La matita in mano, di nuovo, e solo quando la sento tra le dita capisco che mi era mancata.

Avrò tempo di parlare di cose serie. Non è quel tempo, ora.


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