postato da Ξ lemar il Ξ
domenica, 31 dicembre 2006
alle ore Ξ
00:26
Scampoli di cene festive, uomini in salotto a parlare di lavoro, donne in cucina a parlare di malattie: cistite, gastrite, stitichezza, i tre argomenti di conversazione preferiti passata la pubertá, come Celine vi avrebbe raccontato meglio di me (pensavate fosse l'altro sesso? Che ingenui). E chi, come me, la cistite non l'ha mai avuta, a ritagliare pensieri oziosi studiando con minuzia da investigatore la punta della forchetta. O l'orlo del bicchiere. È pieno di invisibili bolle l'orlo di un bicchiere, pieno di lievi asperitá; passione personale è scoprire il punto, lievemente piú spesso, da cui la bolla di pasta vitrea è stata staccata. Mentre la conversazione evolve verso le piante d'appartamento, i dolci tipici, il buon tempo andato, ed allora lo studio del bicchiere diventa piú attento, serrato. Passa alla base, cosí inutimente articolata. Mentre la testa va a spasso cogliendo al volo sprazzi di frasi: giovani adulti con gli anni di Cristo in conflitto adolescenziale con i loro genitori, che insomma Cristo ne aveva fatte di cose alla sua etá, e di svegliarsi sarebbe pure l'ora invece di lamentarsi sul piatto pronto; uomini secondo cui il diniego ad una donna equivale a profonda scortesia, ma che per colmo di sfortuna sono parenti... Gli ultimi mesi sognanti e dolenti, nel riflesso del Barbera sulla tovaglia di lino, la malinconia di una perdita ridicola che non riesco a dimenticare, perchè so che in qualche modo, senza capirlo, l'ho provocata. Cibi raffinati che il cervello sistema giá dove non dovrebbe, progetti di future diete che non si rispetteranno mai (la prossima volta che mi incontrate ditemi che sto benissimo così, e che perdere peso sarebbe un delitto. Faró finta di scordarmi che ve l'ho chiesto io). La debilitá fisica, l'indolenza, la dolce malinconia. Le invenzioni, il mondo immaginato e stravolto a mattino inoltrato, quando il buio indotto ed il caldo abbraccio delle coperte ti invitano a ricostruirtela lí, la vita, ricca, folle, inutilmente complicata, con gli occhi socchiusi ed il corpo raggomitolato, apettando di tornare a quella vera. Proprio come ora, tra dolce e frutta, mentre il profilo delle bottiglie disegna ombre stranianti sul muro. Sono stanca,sonnacchiosa, tanta voglia di scrivere senza sapere cosa dire, tanta voglia di alzarmi senza sapere cosa fare. Un giorno mi muoveró, vivró, taglieró i capelli e compreró tacchi a spillo di vernice nera e calze di seta con la cucitura sul retro lungo tutto il profilo. Saró allegra, spensierata, attraverseró lo spazio come se sentissi di meritarmelo, come se fosse mio.
Ma non ora, ora voglio solo accoccolarmi un altro po' in pensieri fatti di nulla. E buon anno a tutti.
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domenica, 10 dicembre 2006
alle ore Ξ
10:21
Allora, riassumendo:
all'interno della nuova Finanziaria si discute un emendamento per estendere i benefici fiscali legati alla tassa di successione anche alle coppie di fatto. L'emendamento non passa. Sicuramente qualcuno scalpita e pesta i piedi, perchè la regolamentazione delle unioni non sancite dal matrimonio (la possibilitá di altre forme di accordo civile con graduazioni di oneri e responsabilitá, quelle che in Francia si chiamano PACS) era nel programma dell'Unione. Allora Prodi, da bravo papá, calma gli animi dicendo che per ora non cambia niente, ma una legge sulle convivenze ci sará (come da programma dell'Unione) entro fine gennaio (come da programma dell'Unione). Per capirci, se per Natale vi promettono l'isola dei pirati dei Lego, voi fate i buoni per questo, ci pensate per mesi, ve la immaginate, sognate, non vedete l'ora di averla; poi arrivati a Natale vi dicono che costa troppo, e forse se ne riparlerá per la Befana se ci saranno le possibilitá, voi come ci restate? Ce l'avete o no l'isola dei Lego? Non è dura scoprire che i genitori non mantengono le promesse?
Insomma non è successo nulla. Si doveva fare una cosa in programma, non si è piú fatta, si è detto che si fará un giorno (e ci mancava, è in programma!)
E allora mi spiegate perchè a sinistra si grida al miracolo e a destra si strappano i capelli??????????????????????????????
Qui un articolo sulle varie leggi in materia di coppie di fatto nel resto del mondo.
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martedì, 05 dicembre 2006
alle ore Ξ
12:25
Io li ho visti, sabato, sulla via della mia passeggiata al Celio per disegnare, nel posto sbagliato e al momento sbagliato. Ho visto i loro pullmann, tantissimi, lussuosissimi, tra il velodromo e la fermata della metro, all'Eur. Impraticabile la metro, con il laghetto talmente invaso da bandiere verdi e tricolori e da canti d'accento nordico di dubbia qualitá (non tutti hanno la loro "Bella ciao", e forse non è un caso), che sembrava che fosse lí, la festa.
E poi li ho incontrati di nuovo, dal 30express, una surreale, colorata e rumorosa fiumana di gente che pretendeva di arrivare a S. Giovanni a piedi facendosi tutta la Colombo, forse come somma penitenza prima di vedere l'Unto dal signore... Sono pure saliti sul mio 30 fermo al semaforo, un gruppo capitanato dalla solita vechia mezza sciroccata (ogni manifestazione ha le sue vecchie sovreccitate, pensate se questi se le facevano mancare) convincendo l'autista al grido di "manifestiamo anche per te!"; al che, invece di ribattere "bhe signora, allora poteva restarsene a casa", lui ha aperto, facendosi invadere dalla folla scalmanata di maturi fiorentini forzisti tutti fieri di aver assaltato un mezzo dell'atac di Veltroni. Non contenta peró, dato che "noi non siamo come loro!" la vecchia-capobanda (non conoscendo evidentemente l'esistenza di un innovativo sistema di pagamento tramite un mezzo di scambio astratto denominato "biglietto", che si acquista in altrettanto innovativi empori dislocati un po' ovunque denominati "tabaccai", ed ora, guarda che modernitá, in una macchina gialla posizionata all'uopo all'interno dei mezzi pubblici stessi e, nel caso in esame, proprio dietro la signora) ha organizzato una colletta di 1 euro ciascuno che, scendendo (purtroppo non sono riusciti a convincere l'autista a farsi portare proprio a S Giovanni, rendendo l'assalto vagamente meno efficace), ha distribuito con generositá al conducente stupito rispndendo al suo "Ah signó, che ce devo ffá co' sti sordi???" con un "Li porti in Comune!! Ora puó dirlo che noi paghiamo sempre!".
E li ho ritrovati un'altra volta, piú avanti, mentre percorrevo il Circo Massimo (ma proprio lì dovevo andare??? me la sono cercata, lo so) in senso contrario al flusso: e volevo pure fermarne qualcuno, di quel numero assurdo di matti che intonavano descrizioni neppure troppo originali dei rapporti che la deputata Luxuria intratterebbe con i membri del governo, capire da dove venivano, come, e soprattutto perchè, da quando gli era venuto questo senso del partito, quest'unitá di intenti, a loro piccolo-borghesi-individualisti-col-mio-orticello-privato-e-guai-chi-me-lo-tocca????? Ma l'altissimo numero di font da ventennio sui cartelli (ma chi glielo ha detto a questi che i romani scrivevano cosí male?) mi ha fatto desistere dagli intenti informativi, chè forse non sarebbero stati ben graditi... anche se cominciare ad evitare di inveire ad alta voce contro migliaia di persone a qualche decina di metri di distanza potrebbe giá essere un passo verso il mantenimento della mia incolumitá.
Poi li ho beccati al Colosseo, al ritorno (mio, non loro, loro erano ancora sulla lunga strada per raggiungere l'Unto); ma ormai ritemprata dal colle piú saggio e rilassante della cittá non mi facevano piú impressione.
Insomma, c'erano. Non ci raccontiamo chiacchiere, chissenefrega se c'erano infiltrati, se i partiti hanno pagato pullmann, se davano giorni di ferie. C'era tantissima gente, l'ho vista, mi ha rotto le scatole tutto il pomeriggio, ha sviluppato istinti omicidi, mi ha fatto vedere quanto i cortei da fuori possano essere una cosa odiosa, soprattutto se non li condividi. Erano divertiti, allegri, erano come tutti i cortei... Non erano disomogenei come pensavo io, il Capo ha chiamato e loro sono accorsi, ed accorrerebbero di nuovo. Ora che hanno visto quanto è bello fare i cortei...
(Danno da pensare, è indubbio. Non si possono sottovalutare. Ma dá molto piú da pensare Casini a Palermo al fianco di quell'essere spregevole di Cuffaro, con la stessa sicumera e la stessa disgustosa faccia tosta di Raffaele Cutolo quando era il re dalla galera. Aveva l'aria di uno scambio, di un passaggio di consegne. Aveva l'aria di un'investitura.)
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