Di là, dopo sei giorni e sette notti, l'uomo arriva a Zobeide...
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postato da Ξ lemar il Ξ giovedì, 23 novembre 2006
alle ore Ξ 21:44


Perchè poi alla fine i media e le chiacchierate da metropolitana sono cosí, si coagulano intorno all'argomento balzato alla cronaca per qualche specifica dote di attirare le masse (alle quali, si sa, piace i sangue e le sofferenze inutili, come diceva Seneca prima che Tarantino), e allora finisce che, anche se lo stai evitando in tutte le maniere, l'argomento del momento te lo ritrovi addosso dovunque ti giri. Proprio adesso che è l'unica cosa un po' in sesto di questo periodo di apatia totale, di problemi fisici vari, proprio ora che vuoi pensare ad altro perchè dopo 8 anni in cui hai scandito la vita in calorie, sei ragionevolmente un po' stanca. Dopo 8 anni in cui il tuo benessere psicofisico dipendeva da una taglia, raggiunta o meno, nell'assoluta consapevolezza che niente avrebbe cambiato il tuo modo di vederti. E cioè, grassa. Ché nemmeno i 38 chili dei quindici anni davano l'idea di aver raggiunto uno scopo (sono bassa, non sono mai stata davvero a rischio, diciamo che giocavo sul filo del rasoio), mentre i 55 della fase bulimica sono stati un periodo di ansia e tensione indescrivibile, quando a farne le spese erano mia madre e la mia piú cara amica. 17 chili di differenza su un metro e 50 non sono pochi,  ma io che sono curiosa i problemi alimentari li ho sperimentati tutti, a parte i fallimentari tentativi di vomito autoindotto mai coronati dal successo, accompagnati solo da svariate coliche. Me lo porto tutto dentro, l'eccitazione delirante e ascetica che dá il digiuno prolungato (che è molto piú di smettere di mangiare, è ripulirsi, sentirsi vuoti), i momenti di fame ossessiva, ed il senso di colpa materno e ricco di ingozzarsi fino a stare male. E mi ricordo tutto, ogni singola sensazione, le cure ormonali, i litigi con quelli a cui raccontavo tutto ma da cui non volevo essere aiutata, mia madre in bagno che piange (e mia madre non piange mai) per la mia ennesima crisi di nervi, il senso dell'appetito e della sazietá ormai totalmente sballati, la crescita bloccata, quell'odioso specchio dell'ingresso che è sempre stato la mia ossessione. Ed ora che ho 23 anni e che apparentemente sono assestata su un peso medio all'incirca giusto (non per me, ovviamente), e che all'esterno sono riuscita a dare al mio aspetto un'apparente normalitá, io lo so che non è cambiato nulla. Da quando avevo 15 anni, ed improvvisamente ho deciso che non volevo mangiare piú. Cosí, davvero. E l'ho fatto, quasi per gioco, con una serie di conseguenze che quando mi guardo indietro sono semplicemente impressionanti. Puó l'assurditá di un momento infilarti in un vortice da cui uscire è impossibile? Lascio a sedicenti psicologi e commentatori televisivi, ad attrici magrissime che parlano di quanto loro "mangino di tutto", a stilisti sempre pronti a nascondere la mano, il compito di cercare cause, valutare affinitá, incolpare la societá, la famiglia (la mia povera mamma... sempre lei!), la moda, omosessuali e mussulmani terroristi (che adesso stanno sempre in mezzo); a loro lascio l'onere di giudicare, emettere sentenze, valutare ció che è giusto e ció che non lo è. E non voglio neppure discutere di come ci si possa ritenere intelligenti se ci si fa incatenare dal piú detestabile dei condizionamenti di una socetá cosiddetta evoluta, se si sceglie consapevolmente di massacrarsi disprezzando la vita in faccia a chi non ha neppure quello; sono 8 anni che ci penso e non mi dó pace. So soltanto che una ragazza, e con lei chissá quante altre, è morta che aveva vent'anni della morte piú stupida, e sentirla vicina non fará cambiare le cose. Perchè è facile, piú di quanto pensiate. È dietro l'angolo. E giudicarlo con leggerezza non è necessariamente la scelta migliore.
 
Per i miei lettori affezionati e voraci invece (beati voi) la ricetta dei miei muffin è, molto simile, qui.


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postato da Ξ lemar il Ξ martedì, 14 novembre 2006
alle ore Ξ 12:05


Non avevo voglia di scrivere, e si è visto. Non avevo voglia di fare tante cose.... ma quando poi la voglia è tornata, ed il bisogno della maestrina rompipalle di rendere edotto il genere umano sulle tre cose che crede di aver imparato dalla vita si è rifatto sentire, non sapevo cosa scegliere... se rendervi partecipi della ricetta sui muffin al cioccolato, parlarvi delle cupole geodetiche (il pallone da calcio spiegato da chi di calcio non sa un'emerito nulla), o allietarvi con la descrizione di cos è un piano regolatore, come funziona quello di Roma, e perchè i comitati del mio quartiere meriterebbero una molotov nella sede centrale (ok, siamo democratici, prima un'amichevole discussione partecipativa sui pro e i contro del progetto che vogliono boicottare solo perchè non sanno vedere a un passo dal loro naso, e poi una molotov nella sede centrale).

Ma poi ho pensato che sarebbe stato piú utile per chi di voi deve ancora compiere il grande passo (uno/a a caso ;-)), ma soprattutto per chi lo ha giá compiuto e si ricorda ancora la fatica del raggiungerlo (nessuna fatica??? ma quanto vi detesto...), raccontarvi dell'immane impresa che sto compiendo in questo periodo: cercare di mettere a frutto, come mai fatto in cinque anni, quel bellissimo pezzo di plastica rosa con la mia foto in mesches arancioni che va sotto il nome di PATENTE. E, data l'incompatibilitá di orari (ed il tremendo ostruzionismo) della mia famiglia per eventuali passeggiate didattiche, ed il loro sovrumano terrore a farmi uscire da sola con il vecchio mezzo di trasportodella mamma ("ma io so guidare,ce l'ho la patente!!" "te l'ha data un pazzo!!"), narrarvi l'eroico ritorno in quel luogo oscuro ed irto di pericoli chiamato SCUOLA GUIDA.

Nel quale, tra le tante cose, sto ricominciando ad apprendere quanto segue:
- le auto della scuola guida sono piú belle, piú comode, piú leggere e coi comandi piú morbidi di qualsiasi macchina guiderete mai in vita vostra; tra l'altro, sono le uniche in cui un metro e cinquanta di minifemmina possa abbassare il parasole e, magicamente, non vedere il sole!!
- non c'è alcuna lezione teorica sui mille segreti del motore che rimanga piú impressa dello show di burattini inscenato dal vecchio istruttore sul cruscotto simulando la tua macchina col cd di Baglioni e quella dietro la quale stai parcheggiando con quello di Gigi D'alessio
- solo un'istruttore di scuola guida puó dare per scontato che io sappia qual è la destra e qual è la sinistra
- freccia-freno frizione freno; freno in curva e gas quando "rinasce il rettilineo"; frizione piano su fino a metá, gas costante, frizione piano tutta su sono le mie nuove filastrocche prima di dormire
- rallenta col freno; rallenta abbassando la frizione; metti il gas; tienilo costante; levalo; frizione e gas insieme; gas solo; frizione sola; freno solo; gas e freno insieme.... quest'ultima è impossibile? si vede che non siete mai stati in macchina con me ;-))
- tutte le tattiche da parcheggio perfetto (vai dietro fino ad avere il bordo finale dell'altra macchina a metá del finestrino posteriore; poi gira tutto il volante a destra; poi, quando lo stesso bordo te lo ritrovi a metá del finestrino davanti, gira tutto a sinistra; finalmente, entra e FERMATI DRITTA!!) vanno a farsi benedire davanti alle macchine a forma di uovo, di ufo,di fungo allucinogeno, in cui la parte finale della macchina è tre metri oltre il bordo che riesci a vedere
- proprietari di autoscuole in gessato marrone che avevano la ferrari 15 anni fa ed ora, come minimo, la jaguar, e che si vantano di aver fatto i 250 km/h in autostrada, facilmente sono degli psicolabili
- andare alla stessa autoscuola della mamma è un ottimo modo per avere argomenti per nuovi pettegolezzi
- per fare contento l'istruttore agli incroci dovresti avere 60 occhi per lato... e io che ne ho uno?
- a che servono gli specchietti retrovisori se poi comunque devi guardare dietro?
- nell'incrocio dove aspetti l'autobus ogni giorno e non hai mai visto un cane, stai certa che se ci passi in auto incontri il raduno di tutte le macchine del quartiere, anche se sono le due del pomeriggio
- tenere la seconda perchè sai che tra 500 m forse incontrerai una curva non è un buon modo per farti amare dalla macchina
- il freno è il tuo migliore amico, e NON IL VOLANTE!!!
- avere al lato l'istruttore è uno dei rari momenti di assoluto relax in cui spegnere il cervell e seguire gli ordini senza fiatare
- se il 90% della popolazione di questo paese conduce un'automobile, comprese madri-zie-vecchi rimbambiti, posso farlo anch'io!!!!


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