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giovedì, 28 luglio 2005
alle ore Ξ
08:15
CECI NE PAS UNE PIPE
Questa non è una pipa. non si può tenere in mano, non si può annusare, non si può riempire di tabacco, e neppure fumare. È solo la rappresentazione di una pipa. O meglio, è il simbolo, il denotato preciso, spogliato di qualsisi sfumatura fuorviante, che nel nostro cervello è associato alla parola "pipa". Perchè i dipinti di Magritte sono sempre così: rubano dal mondo gli angoli più familiari, intimi, denudandoli di ogni connotato che possa distogliere l'attenzione (ombre, dettagli, sfumature), riportando le cose all'icona di sè stesse, e poi gettando, come per caso, in questo quadretto idilliaco di oggetti riconoscibili, un elemento stridente, dissonante, che squarcia il velo tra finzione e realtà e, nell'angoscia dell'ambiguità che ti assale, uno stupro delle tue più intime certezze, ti ricorda che nulla è come sembra. Che c'è sempre molto di più.
Ma tornando alla pipa, anche l'oggetto reale, dotato di un peso, di una consistenza, di un colore, di un odore, dimensioni definite, della cui esperienza partecipano tutti i sensi, è solo una rappresentazione, perchè in ogni istante la mia percezione di esso varia, a seconda delle mie condizioni fisiche, se sono raffreddata e non posso goderne il profumo, se ho le dita fredde o calde, e dei miei stati d'animo, dello spaventoso bagaglio di pensieri, emozioni, ricordi, legati a qualunque cosa, anche alla pipa: al concetto di pipa in generale ed alla pipa singola, particolare, che sto tenendo adesso, accarezzando, osservando da ogni angolazione... perchè magari adoro fumare, oppure non l'ho mai fatto, ho un nonno che fumava la pipa ed ora è morto, oppure è vivo e mi sta antipatico, oppure la fumava il mio grande amore perduto... e quindi ci ritroviamo immersi in un universo di rappresentazioni di pipe, in continuo mutamento, mentre l'essenza della pipa, immutabile e perfetta, ci sfugge... forse perchè non c'è, e la pipa vale solo in quanto generatrice delle sue stesse rappresentazioni. Oppure c'è, ed è quell'impulso del cervello che a tutte queste rappresentazioni, miliardi per ciascuno di noi, così diverse, a volte quasi contrastanti, associa la stessa parola "pipa", declinata in tutte le lingue possibili.
Non so che cosa ho scritto, deliravo, credo, ma si parlava di questo quadro giorni fa è ho sentito la necessità di ricordare a me stessa che ho prestato una bellissima monografia del caro Renè, tra l'altro di mio padre (che poi mi porterò via io insieme ad un bel po' di altre cose di cui ho già fatto l'inventario, compresa la poltrona del salotto, ma queste sono altre questioni) ad una mia ex compagna di liceo, un paio di secoli fa, e devo andare a riprenderla. Anche se non ne ho alcuna voglia. Ma tornerò vincitrice, questo è certo! ;-)
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lunedì, 25 luglio 2005
alle ore Ξ
08:36
LONDRA, BRASILIANO L'UOMO UCCISO PER ERRORE DALLA POLIZIA
LONDRA - Non era un terrorista islamico e non aveva addosso esplosivi. Era anzi un giovane elettricista brasiliano di 27 anni che da tre viveva a lavorava a Londra con un regolare permesso e che nel clima esasperato dell'emergenza terrorismo, venerdi è stato ucciso dalla polizia con cinque colpi di pistola alla testa dopo un drammatico inseguimento nella stazione della metropolitana di Stockwell.
Questa che vi ho scritto, presa senza modifiche dal sito dll'Ansa, è una divertentissima barzelletta, una di quelle intrise di umorismo nero che sarebbero perfette per la sceneggiatura di un film dei fratelli Cohen.
Ma questo non è un film dei fratelli Cohen.
E non è solo la notizia dell'errore ad essere assolutamente folle, a denunciare l'inizio di un clima di terrore che mi fa paura, tanto, molto più dell'obbligo di dover prendere la metropolitana tutti i giorni (che in questi giorni è completamente vuota, ci si siede sempre...), ma il fatto che soltanto l'errore venga sentito come una inadempienza, come se sparare addosso ad un uomo, ancorchè colpevole, sia pure del più spaventoso dei delitti, sia normale e giusto.... sparare per ucciderlo, non per fermarlo, puntare proprio al suo cuore.... È quando i tribunali, con la loro carica di corruzione ed inutile burocrazia, ma ancora baluardo di un principio, sia pure annacquato, di legalità, diventano superflui, vuol dire che qualcosa si è rotto. E chissà quando si riaggiusterà.
Qui il resto della notizia.... un capolavoro di sottile umorismo....
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domenica, 24 luglio 2005
alle ore Ξ
17:00
GIANCARLO DE CARLO: LE RAGIONI DELL'ARCHITETTURA
Ho visto la mostra di Giancarlo De Carlo nei locali esterni del MAXXI, il futuro museo delle arti del XXI secolo, a Roma, almeno quando Zaha finirà il suo groviglio di corridoi.. e non è che i lavori stiano avanzando molto....
Nemmeno stavolta mi hanno permesso di fare fotografie, prima adducendo come scusa il fatto che le opere singole non si potessero riprendere, e poi, addirittura, negandomi la possibilità di usare il flash.... in un posto totalmente buio... ma i guardiani erano troppi, ed io non avevo voglia di litigare, perciò ho spento la fotocamera e mi sono abbandonata all'universo di luci, suoni, immagini, architetture vere o solo sognate, allestito intorno a me... un percorso di pannelli, su cui si proiettavano fotografie, come una selva oscura che ripercorresse la storia dell'artista e del suo tempo, e lasciasse il posto, ai lati, in quello spazio così flessibile, da modellare come creta, che è il MAXXI, così affascinante con i suoi pilastri imbullonati e i tubi innocenti in vista, a pause di approfondimento dei temi a lui più cari, in un'orgia di splendidi plastici (che fanno sempre la loro figura, e sono la cosa che i "profani" invidiano di più agli studenti di architettura... ma magari facessimo solo plastici...), disegni, studi... lasciandomi inebriata e scossa dall'illuminazione discontinua, enormi spot ad evidenziare i punti salienti lasciando il resto nell'oscurità, e dal brusio degli schermi da cui critici, storici ed architetti commentavano le opere, creando un clima di tensione mai sopita...
E se questa foresta di Biancaneve, così ingarbugliata, atta a risvegliare tutti i sensi intrecciandone gli stimoli, non è certo il massimo per una fruizione attenta delle opere, con un bello studio accurato di disegni e fotografie, è sicuramente efficace come manifesto di poetica, come la maggior parte delle mostre allestite dagli autori (povero De Carlo, io l'avevo dato per morto, invece pare stia benissimo... vabbè, si dice che queste cose portino fortuna...): evidentissimo il problema della forma, di una geometria complessa dell'architettura che riesca a superare i presunti limiti del Movimento Moderno (che nell'immaginario collettivo si identifica troppo spesso nei cubi di cemento delle borgate di periferia), adattandosi alle esigenze dell'Uomo e del Paesaggio, grazie all'apporto del ricchissimo insegnamento dell'arte medioevale, quella sì veramente "organica"; l'amore corrisposto per una delle più belle città italiane, Urbino, che distingue la prima parte della sua carriera e ne rimane il filo conduttore; il senso fortissimo della crescita, dello sviluppo del pensiero architettonico, che non può mai smettere di evolversi....
E all'idea di una possibile (ma che possibile, ormai è certo, ono?) collaborazione per un allestimento qua dentro, forse, di cui parlarvi è prematuro, ma non mancherà occasione, mi vengono i brividi....
Per saperne di più: www.darc.beniculturali.it/de_carlo/INDEX.HTM
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domenica, 24 luglio 2005
alle ore Ξ
14:31
MOUSSE AL CIOCCOLATORieccomi al blog dopo un po' di assenza, sia per il lavoro sulla chiesa, più volte profanata tanto da temere l'avvento di un fulmine ad incenerirci tutti (e siamo anche stati rimproverati dal screstano che ci ha ricordato, mentre legavamo fili tra tabernacolo ed altare, di essere in presenza dell'Altissimo... ma se ci fosse, questo Altissimo, non starebbe dappertutto? anche in camera mia? anche nel bagno?), sia perchè in questi giorni non mi sento molto in forma, e ho paura che il mio corpo stia per arrendersi... lascio che la corrente passi sopra di me, ed invece avevo promesso i farcela, ma le forze mi stanno abbandonando...
Vabbè, per tornare alle cose serie, posto la ricetta del regalo che mi sono fatta per l'avvenuta fine del plastico (ma la mia famiglia ne ha goduto molto più di me, visto che io ne ho mangiata pochissima...), perchè era una promessa.... ma adesso voglio una dichiarazione controfirmata da tuo fratello che l'hai fatta, ok? Della tua dolce mami non mi fido, è troppo di parte!
Insomma, cominciamo... Prendete 4 uova tenute a temperatura ambiente (è un trucco per montare gli albumi alla perfezione, soprattutto se non avete una frusta elettrica, vi assicuro che aiuta molto), separate i tuorli dagli albumi, e montate i primi con 100 gr. di zucchero (stavolta ho tritato lo zucchero nel frullatore per averlo al velo, e si è amalgamato molto meglio con gli altri ingredienti), fino ad ottenere un composto gonfio e spumoso (quanto mi piace il vocabolario dei ricettari della nonna!). A parte tritare 200 gr. di cioccolato fondente e scioglietelo a bagnomaria, o comunque a fuoco molto basso per evitare che bruci; otterrete una crema fluida e morbida e, cercando di vincere la tentazione di infilarci detro la testa e mangiarvela tutta, sennò abbiamo finito la ricetta, lasciatela raffreddare sempre mescolando ed aggiungendo 2 tazzine di caffè amaro (il caffè non è indispensabile, a volte me lo hanno proibito, ma secondo me gli dà qualcosa in più). A questo punto unite allo zabaione di uova e zucchero il cioccolato con il caffè, amalgamando bene, e gli albumi montati a neve fermissima, mescolandoli con movimenti della frusta dal basso verso l'alto, un po' come se giocaste alla corda... mi raccomando, questa fase è importante, altrimenti gli albumi si sgonfiano e addio mousse, al massimo potete chiamarla succo di cioccolato.... Infine montate 250 ml di panna fresca ed unitela lentamente, con la stessa tecnica usata per gli albumi; quindi tenete in frigo per almeno 5 ore e poi... bhe, leccatevi i baffi! ;-)
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lunedì, 18 luglio 2005
alle ore Ξ
23:45
È finita!!!!!!!!!!!!!!!!
30!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Finalmente mi sono tolta anche questo esame massacrante, che mi ha succhiato la linfa vitale per un mese, ed ora non voglio più sentir parlare di parchi, alberi, edifici (ma quando mai, adesso mi sono appassionata, come a tutte le cose che faccio, già mi sono fatta consigliare un erbario...) E dato che nell'ultima settimana non ho praticamente parlato con nessuno a parte la famigghia, se non dal nitido ed impersonale schermo di messenger, oggi ho dato libero sfogo alla logorrea per scaricare la tensione! Adesso? Meritate vacanze? Ma quando mai, domani si parte in trasferta con il mio gruppo di matte alla volta di Aquino, ridente(??) paesello del frosinate (sisi, proprio quella di San Tommaso), per rilevare la chiesa di Santa Maria della Libera, un edificio romanico assolutamente straordinario, se non fosse che ora lo detesto per tutti i guai che ci sta facendo passare... Perciò il mio programmino di passare la giornata in piscina ad arrostirmi sulla sdraio con il lettore mp3 di mio fratello stracolmo di tutta la musica che il mio caro dj ( ... negli occhi ho impresso il volto delle complessità di un buco nero che campiona anche l'aldilà per trasformare l'agonia delle parole in forme d'onda azioni in tutto ciò che si muove... a chi non piacciono i Subsonica? ;-)) ha avuto la pazienza di inviarmi (e c'è di tutto, dall'elettronica ai foo fighters a folli ritmi cambogiani ossessivi), dovrà essere rimandato...
Vabbè, un giorno mi riposerò... un giorno.....
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sabato, 16 luglio 2005
alle ore Ξ
09:14
Ieri è stata una giornata infame, passata a litigare con file di conversione, programmi che non posso non usare perchè sono gli unici a darmi la resa che voglio, il plotter del centro copie che aveva deciso di dare un effetto shocking alle mie tavole, trasformando il parco nella visione di un trip di lsd (ma la planimetria psichedelica è piaciuta a tutti, la porterò lo stesso all'esame), mentre la metà dei miei file non venivano aperti, anche perchè con errori grossolani li avevo appesanti inutilmente.... ma per fortuna salvata in extremis, sull'orlo di una crisi di nervi, da un uomo con la testa sulle spalle e un gran cuore e dal suo fedele ma ormai devastato portatile, spremuti fino al midollo per trovare un modo di aprire il lavoro mancante, mentre io, con il mio sciocco nervosismo, non è che proprio mi rendessi utile (e adesso che sono entrata a far parte ufficialmente della schiera di rompiscatole che ti infestano l'esistenza, un bel piatto di profiteroles come ricompensa mi sembra il minimo sindacale... ma poi il dolce sceglilo tu, chè io ho una teoria secondo cui classifico le persone in base alle torte che preferiscono ;-))
Bhe dopo tutto questo, mentre me ne ritornavo a piedi fino alla Piramide Cestia causa sciopero dei mezzi (le disgrazie non vengono MAI sole, non lo sapevate?), allungando di molto la strada nella speranza di incrociare un ultimo autobus che mi accorciasse il tragitto, mi sono ritrovata davanti alla spianata del Circo Massimo.
E a vederlo così, deserto, con l'erba secca e le sporcizie abbandonate dal Live8 e non ancora eliminate del tutto, eppue così fiero nella sua desolata malinconia, con quel senso di pace assoluta acuito dal suono lontano del bongo di qualche ragazzo, mentre gli splendidi alberi che lo bordano, con il contrasto tra verde intenso e compatto delle chiome fitte (ed ora qualcuno ne riconosco, tra lecci, pini, platani, pioppi cipressini... mi stanno appassionando le piante ;-)) ed il miele dei resti del Palatino, creano un'atmosfera intensa e bellissima... e attraversandolo, giungendo a quell'assurdo ma bellissimo cipresso piantato al centro, da solo, mi sono sentita così piccola.... tutti i miei pensieri, la mia testa, il mio corpo, il mio cuore, così superbi nel cercare chissà quale posto nel mondo...
Poi il tramonto ha colorato tutto di rosa, ed io sono rimasta a bocca aperta a guardare il Ceio farsi sempre più scuro.
Potrò viverci per sempre, o abbandonarla domani, ma lo stupore sarà sempre il sentimento che mi accompagnerà girando per le sue strade... e mi riempirà il cuore...
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lunedì, 11 luglio 2005
alle ore Ξ
22:11
 ADESSO NON HO PIÙ SCUSE...
Oggi ho ricevuto un bellissimo regalo, ancora più gradito perchè completamente inatteso, da uno strano, simpatico sbruffone che cerca di usare il suo sano cinismo per nascondere il fondamentale buon cuore (ma riuscirò ad avere l'onore di incontrarti in questi lidi? per quanto ancora non avere il collegamento ad Internet sarà un vezzo da intellettuali? lo sai che il tuo giudizio, per quanto temuto, è molto importante per me) , e che era venuto al laboratorio di informatica, dove faccio la borsista (dove rubo uno stipendio, ma questi sono dettagli ;-)) per farsi dare una mano a sistemare delle tavole...
E me lo ha lasciato nella borsa andandosene, questo taccuino di carta gialla, liscia e spessa, rivestito di cuoio morbidissimo, che la sola idea di toccare mi mette in agitazione perchè meriterebbe mani più delicate, matite di classe, un tratto più preciso, netto, rispetto ai miei scarabocchi... Ma non mi farò intimidire; vi avevo detto che volevo ricominciare a sporcare fogli, no? Bhe, adesso ne ho l'occasione e lo sprone, grazie ad un pensiero gentile che ha rasserenato una giornata piuttosto pesante...
Basta così poco per essere contenti?
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domenica, 10 luglio 2005
alle ore Ξ
08:56
PENSIERI E PAROLE
Stamattina ho letto questo post della prof Lia , una simpatica signora con un bellissimo blog, (decisamente famoso, tra l'altro, che viene un po' da ridere all'idea di linkarlo nel mio minispazio, ma vabbè....), la quale si è trasferita in Egitto dal 2001 ad insegnare l'italiano in non so quale piccola università, (sisi, avete capito bene, quando il nostro premier è salito al trono, lei non solo ha detto che voleva andarsene dall'Italia, LO HA FATTO!!) ed ora descrive il mondo arabo con tenerezza curiosa, ma anche acume e capacità di analisi, da un punto di vista molto personale.... La prof, dicevo, parla della differenza tra la lingua italiana, così fascinosamente prolissa, fiorita, complicata anche quando potrebbe essere semplice, e lo spagnolo, stringato e diretto... ed io, che adoro arrotolarmi nel gomitolo delle parole inutili e bellissime, dei concetti contorti sviscerati fino alla consunzione, e mi lascio cullare dal loro suono melodioso, non ho potuto fare a ,meno di pensare a come sarà affascinante trovare un mondo (vado 10 mesi in Erasmus a Valencia, cara Psyco!) in cui il modo di esporre i concetti è tanto diverso, e quindi alche il modo formulare il pensiero, perchè tutto ciò che abbiamo in testa passa necessariamente attraverso il filtro della lingua, che non è mai un puro strumento di comunicazione, ma una specie di calco in cui la cera delle idee si modella e prende forma.
E, nella mia mente un po' matta che si nutre di citazioni imprevedibili, non poteva non presentarsi uno dei capitoli più belli di 1984, quello sulla Neolingua... in un mondo in cui le libertà individuali non esistono e l'agire è rigidamente regolato dall'alto, il modo migliore per avere il controllo sulle menti è quello di restringere al minimo la possibilità di pensare fuori dai canoni stabiliti, ELIMINANDO LE PAROLE, riducendole allo stretto necessario per la sopravvivenza; e torna la domanda che quando lessi il libro mi fece uscire pazza, cioè senza mezzi per esprimere certi concetti, essi possono essere pensati? che legame c'è tra comunicazione e strumento?
Vabbè, mi sto impelagando in un territorio oscuro.... vi lasci con la poesia di Lorca che la prof cita, perchè è bellissima... come, è in spagnolo? certo, io devo impararlo, così mi date una mano!
RETRATO DE SILVERIO FRANCONETI
Entre italiano
y flamenco,
¿cómo cantaría
aquel Silverio?
La densa miel de Italia
con el limón nuestro,
iba en el hondo llanto
del siguiriyero.
Su grito fue terrible.
Los viejos
dicen que se erizaban
los cabellos,
y se abría el azogue
de los espejos.
Pasaba por los tonos
sin romperlos.
Y fue un creador
y un jardinero.
Un creador de glorietas
para el silencio.
Ahora su melodía
duerme con los ecos.
Definitiva y pura
¡Con los últimos ecos!
(Federico Garcia Lorca)
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giovedì, 07 luglio 2005
alle ore Ξ
22:44
... IL MONDO È GRIGIO IL MONDO È BLU...
Oggi non eravamo nelle condizioni psicofisiche (comunque la revisione è andata bene, per chi mi avesse fatto gli auguri, ma la prossima settimana sarà massacrante...) per dare alla notizia il gusto peso , o meglio per manifestare con l'adeguato trasporto la nostra soddisfazione, ma abbiamo comprato il biglietto del concerto d Battiato. Come? Non avete capito bene? ABBIAMO COMPRATO IL BIGLIETTO DEL CONCERTO DI BATTIATO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! E questo significa che andremo, per forza, anche se non sappiamo come arrivarci, ma non è un problema, e non sappiamo come tornare, e questo è decisamente più complicato.... Così si avvera il sogno di una vita, dopo miliardi di occasioni mancate per un soffio, (ma sto parlando troppo presto? dai, fatemi sperare ch vada tutto bene...), da quando, ancora bimba, mi addormentavo cullata dalla voce di mio padre e mio zio che si esibivano sulle note della loro cassetta preferita, un folle mix in cui la Carmen di Bizet e la Quinta Sinfonia di Beethoven si mescolavano a De Gregori, De Andrè ed al Maestro (Cucurucucu.... e da allora mi è rimasta in testa l'idea che una delle immagini più strazianti dell'amore finito sia l'abbandono con cui egli smette di prendersi cura di sè, come se non avesse più importanza ... la barba col rasoio elettrico non la faccio più.... )
E siccome avevo voglia di farmi un regalo (non bastava il biglietto? ma quello è un voto!!!), dopo dotte disquisizioni davanti ad una ventina di cd del Duca Bianco (ma me lo procuro Alladin Insane, però non te lo dò, che Freud ci avrà pur insegnato qualcosa ;-)), ho optato per lei, la mia adorata, la straordinaria Bjork, con la colonna sonora di uno dei film più crudeli e struggenti, ma anche più follemente imbevuti di speranza che io abbia mai visto...
AGGIORNAMENTO: mi hanno detto che forse postare il biglietto prima del concerto non era il caso, perchè potrebbe venire stampato... vabbè, a scanso di equivoci, l'ho siglato, anche perchè l'idea di rimarcarne il possesso non mi dispiaceva affatto ;-))
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giovedì, 07 luglio 2005
alle ore Ξ
08:50
GLI ESAMI NON FINISCONO MAI....
E quando, dopo una nottata insonne passata non a lavorare proficuamente al vostro progetto che ha un bisogno disperato di assestamenti, ma a litigare con una stampante infame, perdendo totalmente la bussola nel meraviglioso mondo dei formati di conversione grafica (avete idea da chi sia composto il team di geni che realizzano i programmi della Adobe? No, perchè avrei due paroline da dire... a tutti loro... e pure qualcosina da fare... anzi, se qualcuno vuole darmi una mano....) e rompendo le scatole a chiunque capitasse a tiro (non molti, per il bene dell'umanità...) bhe, dopo una nottata del genere, dicevo, quando decidi che non c'è più niente da fare se non buttarti dal balcone direttamente nella piscina condominiale, la cosa più bella è entrare in camera tua, stremata e bisognosa solo di una superficie orizzontale su cui distendere le stanche membra, e trovare QUESTO !!
E la cosa bella è che io lavoro in salotto, perchè il computer è lì !!!!!
Morale della favola: il divano è sempre comodo, di questi tempi.....
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