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mercoledì, 29 giugno 2005
alle ore Ξ
13:12
A voi succede mai di divertirvi a sperare che una cosa folle, incredibile, assolutamente fuori dalle vostre possibilità, possa succedere? Immaginando, per un attimo, che non ci sia alcun ostacolo, alcun impedimento a che succeda? Così, solo per giocare a come sarebbe essere felici? E quando poi decidete che è giunto il momento di tornare con i piedi per terra, per quanto sappiate che era tutto un passatempo ozioso della vostra mente e del vostro cuore, lo stesso non riuscite proprio a trovarlo, l'ostacolo, se non nella semplice evidenza che le cose, nella realtà, stanno andando diversamente?
È che stanotte ho fatto un sogno bellissimo, straordinariamente, paurosamente realistico, così tanto che stavo per crederci davvero....
E poi mi sono svegliata.
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lunedì, 27 giugno 2005
alle ore Ξ
02:13
....TI DISINTOSSICA LE VENE, DAI RESTI DEL MIO SEME....
Stasera concerto degli Afterhours gratis al Centrale del tennis.
Hanno suonato "L'estate".
Sono saliti sul parco, Manuel Agnelli in pantaloni di pelle nera, maglietta nera e cravatta di raso rosso, subito diretto verso la tastiera, ed hanno attaccato quel riff ad invaderti il corpo e toglierti il fiato, mentre la pelle si accartoccia e le gambe si fanno di burro, perchè tu sai che è Lei, La canzone d'Amore per antonomasia, quella che ti gela il sangue nelle vene e poi lo fa diventare fuoco, e che hai sempre sognato che qualcuno ti dedicasse (vabbè, questo non dovevo dirlo, ma non penso che uno tra abbia mai avuto l'intenzione, quindi a posto così ;-)) .... e anche se non è il momento giusto, ora che ti senti così dannatamente sola che non hai mai avuto tanto bisogno di un abbraccio, il mondo intorno a te perde consistenza mentre ti lasci completamente stregare dalla musica.....
E poi? E poi un massacro, in quella folle confusione di corpi, odori, suoni, luci .... e botte da orbi, chè pure se sono uno scricciolo ed ho gli occhi ad altezza del gomito di un uomo medio, come ampiamente sperimentato, non ci riesco a resistere dal buttarmi in mezzo alla calca e farmi spingere, lanciare, calpestare, vestendomi di lividi ogni maledetta volta e lasciando sotto a quel palco tutta la rabbia, la frustrazione ed il veleno che lo scorrere del tempo fa accumulare, e che in certi periodi di incertezza formano una cappa che rischia di avvolgerti e soffocarti se non te ne liberi al momento giusto....
Davvero grazie Afterhours, che pure se ormai dei vostri concerti ho perso il conto l'emozione si rinnova sempre, tra le canzoni del nuovo album, così crudele ma anche struggente, lento, doloroso, ed i pezzi vecchi più tosti, per una scaletta decisamente insolita (Sui giovani d'oggi ci scatarro su, Dea, Veleno, Pelle, Plastilina, ecc ecc), in due ore di energia, forza e calore.
Dopo tutto questo non posso che lasciarvi il testo de "L'estate" (ma cercatela ed ascoltatela, che ovviamente NON è la stessa cosa, senza la musica a la voce di Agnelli a corrodervi il cuore):
Ogni goccia di saliva che c'è in te ho cercato di sentirla mia la tua bocca cieca che mi aspetta sento che ha ragionevolmente fretta
Questa estate che ci cola tra le gambe dici che leccarla ti da un senso sai è curioso perchè anch'io sento lo stesso è perchè io e te non ci crediamo che è successo
Ho il tuo profumo di sudore su di me ma ho ancora un senso per me stesso? e succhiando il tuo respiro ti ho sentita sussultare la realtà che rientra proprio adesso
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sabato, 25 giugno 2005
alle ore Ξ
23:41
DI COME SI GIUNGE A ZOBEIDE.......
Volete sapere che faccio ancora a casa alle 11 e mezza di sabato sera? Recupero lo studio che ho lasciato indietro, ma questa non potevo tenermela per me: il primo referrer proveniente da un motore di ricerca, e tu speri sia qualcun che aveva bisogno, chennesò, di deucidazioni su Caravaggio, su Bernini, sull'anamorfosi... Invece il simpatico amico era a caccia di FOTO DI MONACHE NUDE!!!!!!!!!!!!!!! E dato che, mescolando le parole di ogni pagina del blog escono fuori le peggiori porcate (sto facendo qualche tentativo, provate anche voi, è divertentissimo!!), mi aspetto un sacco di altre visite del genere; che dite, da buona padrona di casa, dovrei fargli trovare qualche foto piccante la prossima volta?
Mio caro visitatore, arrivato qui alla ricerca di immagini osè delle suore (ma allora è vero che nascondevano qualcosa!!), hai tutto il mio sostegno per la tua lodevole indagine, ma, la prossima volta, USA LE VIRGOLETTE!!!!!!!!!
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sabato, 25 giugno 2005
alle ore Ξ
11:51
 Giovedì sono andata a palazzo Barberini. Ci sarò entrata decine di volte là dentro, da sola o in compagnia, eppure la concatenazione dei fatti è sempre la stessa: arrivo, prendo il biglietto (io non pago i musei statali, il che è l'unico motivo che mi toglie la fretta indemoniata di laurearmi....), poso la borsa di Mary Poppins, entro e..... e mi arriva addosso come un ondata, come una sferzata di vento che ti sale dai piedi alla punta dei capelli passando per il cuore, questa vertigine che ti invade e ti riempie.... e ad un certo punto dovrà pure uscire, chè ti scoppia dentro tutta questa Bellezza, e ti ritrovi a piangere come una bimba, ed a ridere nello stesso tempo, come se fosse l'unico modo per ristabilire la pressione, mentre i visitatori curiosi ti osservano con un misto di simpatia e paura, e lo senti che fai un po' impressione, con gli occhi pieni di lacrime sulla porta di un museo.... Solo che tu non sai proprio come fermarti, perchè davanti a te c'è Lei, più vera del vero, in quel mondo dove orrore e purezza sono la stessa cosa, intenta con impegno da chirurgo a recidere il collo di quest'uomo con cui ha diviso il letto ma che le fa ribrezzo, vagamente stupita di come siano difficili da tagliare, i nervi e le vene, più resistenti di quanto pensasse, mentre la vecchia al suo fianco, vera strega di Macbeth, la osserva con avidità, perchè vorrebbe averla lei la forza di tenere quella spada, il cui rumore stridente fa raggelare il sangue..... Però non è la calcolata violenza l'elemento più impressionante, ma la sua sublimazione in un'immagine così superiore, così fuori dalla sfera terrena, eppure così fortemente umana, in cui colori, luci, tratti si fondono in'unità inscindibile... O forse non è neppure questo, perchè come si fa a spiegare e a trovare una causa razionale per certe emozioni, per quel bolo di gioia mista a terrore, quell'esaltazione di tutti i sensi, come se la scena ti si svolgesse addosso, dentro, e tu fossi Giuditta, la vecchia, Oloferne nello stesso tempo, e provassi tutto quello che provano loro, tutto insieme..... Ehi tu, là dietro, che un po' è colpa tua questo post, vacci. Quando hai la possibilità, quando ti va, perchè impazziresti qua davanti... e magari fammi uno squillo, che ci vivrei in questo posto, e poi nelle sale del '700 ci sono dei mobili di cui HO BISOGNO di parlare con qualcuno ;-))
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sabato, 25 giugno 2005
alle ore Ξ
11:33
POST RIPARATORE (O MEGLIO, POST PERCHÈ MI VA)
Mamma ti voglio bene, anche se non sono il tuo papà, ma tu non sei davvero la mia mamma, quindi stiamo pari.... Perchè vi confesso una cosa, uno i genitori può pure sceglierseli, ed io ho scelto benissimo!
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giovedì, 23 giugno 2005
alle ore Ξ
16:27
ACCESSIBILITÁ DELLE OPERE D'ARTE?
ANAMORFOSI.... Da quando ho arricchito il mio esiguo dizionario con la 102esima parola difficile, così morbida, che accarezza il palato, non faccio altro che usarla.... (la 101esima, acronimo, per quanto abbia dalla sua il suono aspro ma forte, è più complicata da inserire in una normale conversazione :-)). Bhe, il nuovo vocabolo è molto generico, può indicare infiniti tipi di trasformazione: solamente in pittura si possono definire come anamorfosi i ritratti in cui sembra che gli occhi del protagonista ci seguano, le opere di Dalì in cui un volto visto un po' di lato si tramuta, chessò, in una macchina del caffè, oppure le aberrazioni prospettiche... In realtà questo termine è decisamente improprio: non esistono aberrazioni in prospettiva, ma semplicemente, mentre nella visione gli occhi dell'osservatore rappresentano sempre il punto di vista esatto da cui guardare le cose, come se gli oggetti in ogni istante si muovessero attorno a lui disponendosi nella posizione giusta per essere ripresi, nel disegno esiste un unico punto di vista, come un'istantanea fotografica, nel quale ogni immagine acquista la sua profondità; se tale punto di vista è particolarmente scorciato, in una collocazione particolarmente strana, accade che l'opera, osservata da qualunque altra possibile angolazione, appaia completamente deformata, come una macchia difficile da districare, e la cosa più affascinante è il modo in cui l'occhio, fissandosi su questo bozzo informe, riesca a ricavarne ua figura intelligibile e, trovatala, non riesca più a staccarsene.....
Dicono che nel corridoio del convento di Trinità de' Monti ci sia una bellissima anamorfosi, con un paesaggio che nasconde, tra le pieghe della visione prospettica, un volto inaspettato. Dicono, perchè non sono riuscita ad entrare.... Mentre mi avvicinavo con passo furtivo, avendo già visto da lontano la mia agognata meta "Signorina!!!!!!!!!! Dove sta andando?" "Bhe, sa, il corridoio... ehm.... l'anamorfosi..." "Ma guardi, Signorina, che mica può entrare così!!!!" "Ah no? Devo prima indossare una divisa?" "Non faccia la spiritosa, è che la visita è consentita solo il martedì ed il giovedì alle undici!!" " Davvero? Wow! È giovedì, sono le undici.... che fortuna, pensi che a quest'ora dovevo essere alla galleria Borghese a trattenere la commozione davanti a Davide e Golia! Allora entro?" "Mia cara, ma mica è così facile! L'ingresso può avvenire solo con la giuda, che la porterà a visitare anche il chiostro, le celle delle monache... lei telefoni con 5 giorni di anticipo, e se le prenotazioni sono in numero sufficiente la richiameremo" "Scusi, e se a me non servisse una guida? Se non mi importasse nulla delle stanze delle monache che, diciamoci la verità, non facevano una vita così divertente... O ci sono delle cose piccanti da vedere? Mi dica mi dica, mi sta incuriosendo!" "La smetta Signorina, non ho tempo da perdere!!!!!!!!" "Davvero? Allora non è qui solo per me? Non vi passate la voce, voi guardiani dei musei, quando vedete arrivare questa pazza rompiscatole che vuole vedere per forza cose che non importano a nessuno? Non decidete a chi tocca fermarmi? E cosa stavolta? Un'anamorfosi? Bha, un'opera bizzarra e particolare, che piacerebbe ad un sacco di persone se solo sapessero che esiste? VADE RETRO!!!!! Da quando l'arte è fatta per essere ammirata? Esponiamo le opere, ma inventiamoci una serie di clausole assurde che rendano impossibile la visita!" "Signorina, le lascio in numero, ma per favore, SE NE VADA, che mi ha proprio scocciato!!!!!!!!" "Va bene, ma se dovessi chiamare, in quanti dovremmo essere perchè lei ci faccia entrare?" "Almeno trenta: mica posso chiamare la guida per una persona sola!!"
Fine della storia? Esistono altre quattro bellissime anamorfosi a palazzo Barberini, meta finale della mattinata: nessuno mi aveva avvertito, però, che sono nell'ala in ristrutturazione!!!!!!!!!!!!!
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giovedì, 23 giugno 2005
alle ore Ξ
02:35
DEL BLOG E DEI SUOI CONFINI
Io sono logorrica, e questo è un problema che chi mi sta intorno conosce molto bene, ma è più forte di me, quando si parla di qualcosa che mi appassiona, e capita decisamente spesso, mi agito, mi infervoro e non riesco a frenarmi, fino a quando non mi accorgo che l'uditorio, stremato, ha già da un po' cominciato a dedicarsi ad altro e io mi ha lasciato a parlare da sola... ed a gesticolare da sola....
Questo blog è nato così, da un'enorme ansia i espressione (non di comunicazione, chè cose da dire non credo di averne mai avute ;-)) e da una folle speranza, non ancora abbandonata, di poter scrivere, un giorno, di critica di architettura: in attesa della nostra rivista divulgativa, che riesca a diffondere l'interesse per la più etica delle arti, l'unica in cui l'indipendenza sia minata all'origine dalla necessità di porsi al servizio dell'uomo, perchè crea lo Spazio in cui esso, volente o nolente, si trova a vivere (bel progettino facile facile, altro che mulini a vento...), avevamo pensato di cominciare con qualcosa di piccolo, che ci desse la possibilità di allenarci a scrivere e di far sentire la nostra voce, mettendo in evidenza le cose che amiamo, allargandoci ad ogni ambito, affascinate dalla flessibilità del mezzo..... Poi, mentre ci stavamo perdendo tra scelta del nome, problemi tecnici all'apparenza insolubili ed il timore di non avere nulla da dire, la nascita di un altro blog, distrutto violentemente qualche giorno fa (e anche se leggerlo non credo affatto giovasse alla mia salute psicofisica, un po' mi dispiace che non ci sia più), ne ha messo in luce la facilità d'uso ed è servito da stimolo ad accelerare i tempi.
Ed anche se ora la mia Marzia è dispersa e mi ha lasciato sola, mi ritrovo con questo angolino tranquillo, caldo e comodo, in cui sto cominciando a sentirmi a mio agio, a spaparanzarmi sulla poltrona, a mettere in disordine dappertutto... E quando poi, volendo raccontare alla tua amica il concerto di Beck, lei ti risponde "si lo so, L'HO LETTO SUL BLOG", ti rendi conto che il piccolo spazio virtuale comincia ad insinuare i suoi sottili, ma tenaci tentacoli nella tua vita, a minare le tue conversazioni, ad arginare un po' il bisogno di ammorbare il modo con le tue chiacchiere.... ed in fondo non ti dispiace affatto, questa senzazione....
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mercoledì, 22 giugno 2005
alle ore Ξ
21:09
CRISTO MORTO - HANS HOLBEIN
Mentre venerdì distribuivo libri per arredare la sala del mio decesso, facendo morire d'invidia un mio amico per la copia autografata e disegnata di "Elianto", ma rimanendo completamente soggiogata dal suo "i Demoni" degli anni '60, dalle pagine ingiallite, cucito con il filo e rilegato in tela rossa rigida (ovviamente sistemato vicino al mio posto, con la soddisfazione che è stato notato!) , avendo trovato tra i volumi d'arte una monografia di Holbein non ho potuto fare a meno di aprirla sul mio quadro preferito, lo spaventoso ed indecente "Cristo morto"... Essi, perchè un uomo che muore il croce non ha mica l'eleganza e l'abbandono dello spendido Gesù di Pasolini, che non versa una goccia di sangue; ha l'orrido, devastato, deformato corpo di questo mocchietto d'ossa, così spaventoso nella sua magrezza sottolineata dalla particolarissima forma della tela, che lo schiaccia come il coperchio di un sarcofago e sembra seguirne osso per osso il lugubre profilo.....
Anche Lui l'ho scoperto grazie ad un libro (e te pareva! ;-)), l'Idiota di Dostoevskij, in cui il crudele, ma sordidamente affascinante Rogozin, che tiene questo capolavoro appeso nello studio, dichiara al Principe che, se un quadro del genere, l'immagine stessa dell'abiezione, è l'esatta rappresentazione Dio, allora il Cristianesimo non ha alcun senso; io però, da non credente, sono sempre stata affascinata dall'idea di un Dio che si fa carne e sangue, che sceglie di sorbirsi tutta intera l'assurdità dell'esistenza fino alle sue estreme conseguenze; non facendo nulla per alleviarla, ma semplicemente vivendola, come se questo lo rendesse più partecipe alle disgrazie che ci lascia subire.... Cresciuta ed educata ad un'etica totalmente laica, in quel rispetto per le opinioni altrui che vede nell'anticlericalismo becero solo una forma di ignoranza, ho sempre pensato che la croce fosse il simbolo stesso della solidarietà, oltre che della sofferenza; un sentimento assolutamente inutile, insensato, ma il più profondamente umano.
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lunedì, 20 giugno 2005
alle ore Ξ
09:02
I'M A LOSER BABY, SO WHY DON'T YOU KILL ME?
Abituata ad una piazza San Giovanni completamente invasa da pazzi urlanti, da bandiere, striscioni, ettolitri di vino, in cui tutti diventano improvvisamente una grande famiglia e ballare, urtarsi, lasciarsi trascinare dalla folla è il solo modo per restare in piedi, ieri mi sono trovata in mezzo alla più strana delle atmosfere: essì, perchè pare che un raduno pop come il "Cornetto Free Music Festival" attiri famigliole con bambini, signore attempate in gonna e tacchi, innamorate da tempo immemorabile di Simon le Bon, ragazzine truccatissime e tutte in tiro, turisti un po' spaesati.... in un clima da passeggiata della domenica in centro, con le persone attente a non sfiorarsi manco con un dito, terribilmente innervosite dall'eventualità di fare un qualunque movimento e rovinarsi l'acconciatura; diamine, a voi è mai successo che, invece di sgusciare come anguille in mezzo alla calca, tra due eleganti mamme avete dovuto chiedere "permesso?"
Tutto questo per lui, per quell'adorabile, istrionico pazzoide di Beck, questa specie di alchimista che ha buttato nel calderone gli ultmi 40 anni di storia della musica tra rock, elettronica, rap, country e tutto il resto che possa venirvi in mente, condendoli con una buona dose di ironia disincantanta e ricavandone un mix irresistibile... e quando la gente intorno a te, che ti vede scatenarti sui suoi ritmi molto 60ies, sempre animati però da quella nota stridente, da quella stravaganza che li rende spiazzanti, ti chiede: ma come si chiama questo? ah, e CHE COSA SUONA??? tu che devi rispondere? bhe, diciamo... tutto, che mai il termine MUSICISTA fu più azzeccato, e su quel palco, tra matti in camicia che giocavano con il tamburello dimenandosi come ossessi e battevano il tempo su piatti e bicchieri, si è fatto passare una splendida chitarra elettrica, una acustica, un banjo, una specie di otre pieno di sassolini rumorosi, la batteria....
E poi Loser, cominciata quasi di sorpresa, che improvvisamente ti riporta indietro di un tempo immemorabile, a quando eri poco più di una bimba ed improvvisamente la Musica, quella vera, decideva di colpirti come una cannonata, tra Radiohead, Bjork, Csi, il tutto dagli schermi dorati di Mtv che, quando trasmetteva non più di 4 ore al giorno in un clima quasi di clandestinità, e si poteva vedere solo in due perchè qualcuno doveva stare appeso fuori dalla finestra a manovrare l'antenna, si permetteva un approccio totalmente diverso, ed il video di Unità di Produzione, mai più riprogrammato, non me lo posso scordare ...
Ultima cosa, che potrei parlare per ore, ma mi sono accorta, come al solito, di essermi già allargata troppo: ma quanto devi essere essere figo per abbinare la collana, con enormi perle di legno bicolore, alla maglietta a righe? e quella bellissima camicia?
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domenica, 19 giugno 2005
alle ore Ξ
03:47
MERDA MERDA MERDA!!!
C'è chi si lamenta delle deviazioni nell'autoreferenzialità di questo blog, ma stavolta devo raccontarvelo per forza: ieri, il debutto!!!!!!!!!!!!! Ed è stato grandioso!!!!!!!!!!!!!!! Per BEN DUE VOLTE (eheh...per quanto ancora il nostro vocabolario sarà un puzzle delle battute, ragazzi? ;-)), pomeriggio e sera, sono stata sbattuta su un tavolo, presa a ceffoni e strangolata a mani nude, davanti ad un manipolo di spettatori seduti intorno a me! Essi, sette tavoli, sette spettatori per tavolo, sette omicidi sotto i loro occhi... Incuriositi eh? Vi lascio con uno dei momenti clou dello spettacolo aspettando di parlarvene diffusamente, autore-regista permettendo!
Camminerai Per cercarti... Ti cercherai Per non perderti Porta la tua croce uomo Portala nel mare Portala nella terra Portala nell'infinito Portala alla guerre Sei solo per realizzarti Sei solo per nascere Sei solo per morire Paga la tua ignoranza Paga il tuo odio Paga l'amore che meriti Ti accompagna una croce Sulla strada che cerchi
(Verdirosi)
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